Ritrovare equilibrio interiore

Ritrovare l‘equilibrio interiore: l’importanza della condivisione

“Ciao Aurora, come stai”? –  chiedo ad una vicina di casa che non incontro da qualche tempo.
“Ciao. Sto.”
Un campanello di allarme tintinna dentro di me.
“Stai…?” – rilancio, sparpagliando alcuni punti di sospensione a vorticare nell’aria…
“Malissimo” – risponde Aurora, dando corpo alla sospensione e trasformando i puntini in un punto. Fermo e deciso.
“Sento dolore Aurora” – mi avvicino di più a lei.
“Sono a pezzi, ma non voglio parlarne, passerà” – Aurora risponde in un filo di voce.
“Sei a pezzi” – le rimando.
“Si, esatto, e temo di non riuscire più a rimettermi intera” – il filo di voce di Aurora mi avvolge e lega quell’attimo tra noi.
“Prendiamo un pezzettino alla volta e guardiamoci dentro”.

Da qui ci inoltriamo insieme nella condivisione di una difficoltà che non fa più vivere Aurora serena: stare in equilibrio tra i mille doveri della vita lavorativa e privata.

E’ questo un incontro che è avvenuto nella realtà, nella mia quotidianità, ma che avrebbe potuto avere per protagonisti molti di noi.
I momenti di difficoltà possono sorgere all’improvviso, così come possono essere dentro di noi da lungo tempo: poco importa. Ciò che conta, invece, è come ci troviamo ad affrontarli, a quali qualità interiori ricorriamo per trasformarli da incombenti a sopportabili e, quindi, accettabili e risolvibili.

A volte, però, crolliamo e crediamo che non sia importante parlarne perché “passerà”.
Nello scambio con Aurora ho aperto il mio zaino degli attrezzi di lavoro e ho chiesto aiuto al mio strumento personale e professionale, il counseling, che mi ha condotta a risponderle “riflettendo” ciò che stavo ascoltando.
Riflettere, vale a dire ritornare a Aurora le parole che avevo sentito vibrare di emozioni e che, riascoltandole, hanno aperto in lei la strada per lasciarsi andare. Le risposte riflettenti, in apparenza semplici ripetizioni delle parole, hanno creato una genuina interazione con Aurora ed il mio ascolto attivo, attento ed empatico, la ha aiutata a guardare dentro di sé, veloce, e a dare retta a quella voce che la autorizzava a trovare del tempo per sé.

Tempo per alcuni incontri di counseling nei quali narrare a me (e a se stessa) di cosa le si stesse muovendo dentro.

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Una risposta

  1. Sto vivendo una triste esperienza e la mia vita ha avuto una svolta così dolorosa da togliere il fiato. Ma è così che la tua presenza si è fatta sentire. Discretamente, con il soffio delle parole che entrano e si accoccolano accanto al cuore, solo poco distante. Così che, in caso di bisogno, possano sempre essere pronte a scaldarti.
    Questo fanno le vere amiche: ascoltano con amore.
    Grazie…

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